di Giuseppe Longo
«Chi canta prega due volte: perché la fede si fa voce ed arriva al cuore. Cinquant’anni di presenza non sono semplicemente un traguardo, ma una storia. Una storia fatta di fedeltà, di passione, di tempo donato con discrezione e costanza. È la storia di Annelo Boemo e Marcellina Scaramuzza, che nella Corale orchestrale “Santa Cecilia” hanno intrecciato la loro vita con quella della nostra comunità, rendendo la musica non solo un servizio, ma una forma concreta di preghiera». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli ha voluto esprimere la più sincera riconoscenza della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia a due “graisani doc” che da mezzo secolo sono protagonisti all’interno del prestigioso gruppo vocale di Grado. Il primo, in particolare, è il direttore storico, sempre presente, ogni domenica – e quindi anche stamane – per accompagnare in Basilica con la cantoria maschile la Messa “granda” che in occasione delle festività viene arricchita dalle voci femminili e dagli archi, la cui musica si fonde con quella dell’organo, diventando appunto Corale orchestrale. Al maestro Annelo Boemo e a Marcellina Scaramuzza l’arciprete ha, pertanto, consegnato due bellissime targhe quale segno di riconoscenza per il loro impegno a favore della Chiesa gradese che dura da tanti decenni.

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I volontari in Basilica
(g.l.) E ai volontari sempre disponibili a dare una mano alla Parrocchia di Grado sarà dedicato un incontro che si terrà lunedì 27 aprile, alle 19, nella Basilica di Sant’Eufemia. Sarà una nuova occasione per dire loro grazie, ma anche un momento organizzativo in vista dei crescenti impegni che si presentano con l’arrivo della stagione turistica che ormai è alle porte. «Alla vigilia del periodo estivo – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme” in distribuzione oggi – sentiamo il bisogno di dire grazie. E anche di rilanciare il servizio. Sono tante le persone che, con discrezione e fedeltà, sostengono la vita della nostra comunità: chi prepara le Sante Messe, chi anima come lettore, chi guida il Santo Rosario, chi ogni giorno apre e chiude il Complesso Basilicale ed ha cura dei lumini. Sono gesti semplici, quasi nascosti, ma essenziali. È così che una comunità resta viva. Con l’estate, però, tutto si intensifica: aumentano le celebrazioni, si aggiungono gli eventi culturali in Basilica e cresce il bisogno di esserci. Diventa, allora, il momento di un nuovo appello al volontariato». Per cui – conclude don Paolo – «l’invito aperto a tutti».
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«In questi anni – ha osservato don Paolo – il loro cammino è stato segnato da una presenza viva e generosa. Non si tratta solo di note, di prove o di esecuzioni, ma di qualcosa di più profondo: aiutare una Comunità a pregare, accompagnare i momenti più significativi della vita cristiana, dare voce alla Fede perché possa raggiungere il cuore. La musica, quando è vissuta così, diventa un ponte: unisce, eleva, apre. Ed è proprio questo che in tanti hanno potuto sperimentare grazie al loro servizio. Dietro ogni canto c’è stato tempo donato, dietro ogni celebrazione c’è sempre una preparazione attenta, dietro ogni momento solenne c’è stata una presenza affidabile. Cinquant’anni raccontano una fedeltà che non fa rumore, ma costruisce. Raccontano una Comunità che cresce anche grazie a chi, con semplicità, sceglie di esserci. Raccontano che la bellezza non è qualcosa di improvvisato, ma nasce da un amore custodito nel tempo».
Per cui monsignor Nutarelli ha concluso: «A nome della Corale orchestrale “Santa Cecilia” e dell’intera comunità, il grazie è sincero e profondo. È il grazie per ciò che è stato, ma anche per ciò che continua a generare: perché il bene, quando è vissuto così, non si ferma, ma continua a risuonare. Con riconoscenza ed affetto, accompagniamo Nelo e Marcellina nel proseguimento del loro cammino, augurando loro di continuare a vivere ed a donare quella musica che non è solo suono, ma preghiera che sale a Dio ed arriva al cuore degli uomini». Belle parole, quelle del parroco di Grado, che proprio nelle feste pasquali appena concluse ha voluto mettere l’accento proprio sul significato del volontariato a favore della comunità cristiana dell’Isola, tant’è che, nella “Missa in Coena Domini” del Giovedì Santo, ha voluto dedicare il toccante rito della Lavanda dei piedi a dodici volontari che si donano generosamente, da lunghissimo tempo, per il bene della Parrocchia e dei suoi fedeli. Un grazie che era risuonato anche nella parole che ha voluto dedicato al volontariato gradese il Consiglio pastorale parrocchiale nella sua annuale relazione. E che si aggiunge a quello di concittadini e turisti che ogni domenica, al termine della Messa cantata e di “Madonnina del Mare”, salutano i coristi con un fragoroso applauso. Un grazie davvero meritato!
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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli con i premiati Marcellina Scaramuzza e Annelo Boemo all’interno festeggiati dai coristi.
(Fotocronaca di Laura Marocco
Foto Ottica Marocco Grado)
